CONGRESSO NAZIONALE SIE 2017, Bologna 9-11 Novembre
Lucio Daniele

Lucio Daniele

Laureato in Odontoiatria e Protesi Dentaria presso l’Università degli Studi di L’Aquila nel 1994.
Dal 1999 è socio attivo della Società Italiana di Endodonzia (S.I.E.) e dall’Accademia Italiana di Odontoiatria Microscopica (A.I.O.M.). Dal 2003 è socio attivo della European Society of Endodontology (E.S.E.) con la qualifica di Certified Member. Attualmente riveste per il secondo mandato la carica di Presidente della Sezione di L’Aquila dell’Associazione Nazionale Dentisti Italiani (A.N.D.I.) nella quale ha ricoperto la carica di Tesoriere dal 2004 al 2007 e di Segretario culturale dal 2004 al 2010 organizzando 62 Convegni scientifici e molteplici serate culturali.
Riveste per la terza volta la carica di Segretario culturale della Sezione Abruzzese della SIE.
Vincitore del Giorgio Lavagnoli Award come migliore relazione clinica al Congresso Internazionale SIE Roma 2016 “Saving Teeth: the Endo Challenge”. Ha frequentato i corsi in Endodonzia di base ed avanzata del Dott. Clifford Ruddle (USA-California). Relatore a Congressi nazionali ed internazionali su argomenti di Endodonzia, Odontoiatria Conservativa e Odontoiatria Microscopica, ha partecipato in qualità di docente al Master in Endodonzia dell’Università di Siena per l’anno 2015-2016, al Master in Endodonzia dell’Università G. D’Annunzio di Chieti-Pescara nel 2003 e 2004, ai Corsi di aggiornamento dell’Ordine dei Medici di Roma in numerosi anni e ai corsi A.S.O. per la preparazione delle Assistenti di Studio Odontoiatrico e degli Igienisti Dentali.
E’ autore del capitolo “Il Dolore odontogeno” del libro di testo “Manuale di Endodonzia” (Elsevier, 2013). E’ presente con case report nel “Testo Atlante di Anatomia Endodontica” (Tecniche Nuove, 2011). E’ autore di numerosi articoli scientifici e monografie, e coautore del testo “l’Endodonzia nel terzo millennio sicura, affidale e predicibile: dalla ricerca alla clinica” (Aries Due, 2007), in particolare del capitolo sui Ritrattamenti endodontici.
E’ docente in corsi teorico-pratici in Italia e all’Estero in Endodonzia di base ed avanzata, Endodonzia Chirurgia e Conservativa, svolge la libera professione a L’Aquila, Roma e Giulianova occupandosi esclusivamente di Endodonzia, Restaurativa Estetica, Endodonzia Microscopica ortograda e chirurgica.

INCAPPUCCIAMENTO DIRETTO DELLA POLPA: RISULTATI CLINICI A LUNGO TERMINE NEL MANTENIMENTO DELLA VITALITÀ PULPARE

Ven 10 Nov

11:30

Il mantenimento della vitalità pulpare di un dente permanente è particolarmente importante in tutti i casi in cui si verifichi una esposizione pulpare, per motivi traumatici o per carie, soprattutto nei casi in cui il processo di formazione radicolare dell’elemento in questione non sia ancora arrivato al termine. L’Odontoiatra e l’Endodontista, in caso di esposizione pulpare, devono poter scegliere sempre l’opzione terapeutica meno invasiva e più rispettosa per i tessuti dentali e pulpari del dente in trattamento, terapia volta alla possibilità del mantenimento della vitalità pulpare.
La metodica clinica che permette il mantenimento della vitalità pulpare evitando di procedere al trattamento endodontico, si chiama Incappucciamento ed è una tecnica in uso da molto tempo.
Fino a prima dell’avvento del Mineral Trioxide Aggregate (MTA), materiale introdotto in odontoiatria dal Dott. Torabinejad a metà degli anni’ 90, la tecnica d’incappucciamento si eseguiva utilizzando l’Idrossido di Calcio in virtù delle sue proprietà antibatteriche e di biocompatibilità con risultati a lungo termine incerti e controversi. L’MTA oltre a possedere caratteristiche di elevata biocompatibilità, possiede eccellente capacità di sigillo, azione antibatterica e ottime performance anche in presenza di contaminazione da parte di fluidi della zona esposta. L’applicazione di questo materiale in prossimità della zona esposta evoca da parte delle cellule del tessuto pulpare una risposta “rigenerativa“ che porta alla formazione di un tessuto duro calcificato di reazione.
Più recentemente sono comparsi sul mercato numerosi cementi a base di silicati calcici, sostituti della dentina coronale e radicolare, catalogati in una nuova classe del cemento di Portland con elevate proprietà meccaniche, ottima lavorabilità, radiopacità e un tempo di presa molto più rapido rispetto ai precedenti cementi a base di Portland come l’MTA. I cementi a base di silicati calcici sono materiali biointerattivi (rilasciano ioni), bioattivi (formano apatite) e funzionali; l’alto tasso di rilascio di calcio e la formazione rapida di apatite può ben spiegare come i Silicati Calcici inducono la formazione di un nuovo ponte dentina costituendo una vera e propria impalcatura che favorisce la guarigione clinica.
Viene presentato un vero e proprio studio clinico con una serie di casi sull’utilizzo dell’MTA e dei biomateriali Silicati Calcici in esposizioni pulpari dirette anche in situazioni eclatanti con vaste esposizioni; su 80 casi di incappucciamento diretto della polpa con controlli clinici e radiografici a 10 anni solamente 6 denti trattati hanno richiesto il trattamento endodontico. Nella ricerca clinica, ampiamente documentata con case series (fotografici e video) si è riscontrata una percentuale di successo del 92,5%.
Viene inoltre descritta step by step tutta la procedura clinica da mettere in atto in maniera molto scrupolosa per poter effettuare un corretto incappucciamento diretto della polpa.
In un’ottica sempre più minimamente invasiva e conservativa dell’odontoiatria e dell’attuale endodonzia la terapia d’elezione, nei casi di esposizione pulpare da carie o da trauma, deve essere volta sempre al mantenimento della vitalità pulpare, nel rispetto della biologia e dei tessuti dentali. Grazie ai biomateriali oggi a disposizione, questo è possibile con un’alta percentuale di successo a lungo termine.

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