CONGRESSO NAZIONALE SIE 2017, Bologna 9-11 Novembre
Vasilios Kaitsas

Vasilios Kaitsas

Nato in Grecia nel 1950. Si Laurea Chirurgo Odontoiatra all’Università di Salonicco alla facoltà di Odontoiatria nel 1974.
Nel 1986 nella stessa Università vince il concorso di “idoneità all’ insegnamento” ed ottiene il titolo di “docente di Odontoiatria”.
Dal 1986 è Professore a contratto ed Honorary Visiting Professor presso l’Università di Siena,
Al CLOPD alla facoltà di Medicina e Chirurgia dove ha l’insegnamento integrativo della Morfologia Dentale e dei Materiali Dentari.
Dall’ anno ac. 2009 ad oggi è prof. a.c. all’ univ. di Genova alla cattedra di odontoiatria Conservatrice, titolare prof. Stefano Benedicenti.
Docente al master EMDOLA (Il Laser sui tessuti duri del dente) dell’ Univ. “La Sapienza“ di Roma
Docente al master “Il Laser sui tessuti duri del dente” dell’ Univ. di GENOVA
Socio attivo della SIE, AIC, EAED, IAED e Past-President AIOM.
Relatore a vari congressi nazionali ed internazionali.
Autore di oltre 120 pubblicazioni scientifiche.

Il contributo dell’energia Laser usata nel trattamento endodontico: tipi e modi d’uso per migliorare i risultati clinici

Ven 10 Nov

12:50

In Endodonzia, la moderna preparazione con ridotta strumentazione Ni-Ti richiede il necessario e fondamentale ruolo dell’irrigazione canalare per la detersione e decontaminazione tridimensionale del sistema endodontico. Il miglioramento della tecnologia ha permesso anche in campo laser, di migliorare il risultato degli effetti dell’interazione laser sui tessuti radicolari e cellulari, sullo smear layer così come sul biofilm batterico. In particolare la riduzione della durata dell’impulso dei laser Erbium ad emissione pulsata, ha permesso di ridurre gli effetti termici indesiderati sulla parete radicolare, utilizzando energia laser sub-ablativa in grado di provocare interazione tessutale di tipo foto-meccanico e foto-acustico, a minimo impatto termico. Numerosi studi hanno confermato il positivo effetto dello “shock wave” prodotto dal laser sugli irriganti e quindi su smear layer e biofilm batterico. L’effetto battericida non è prodotto dall’effetto termico della radiazione laser infrarossa, ma all’effetto fotomeccanico derivato dallo shock wave prodotto dall’interazione laser sui diversi irriganti chimici utilizzati nelle tradizionali producere endodontiche. L’impatto positivo sul ”outcome” della cura endodontica è correlato alla migliore detersione e superiore decontaminazione ottenuta, come dimostrato da numerosi studi in letteratura. La recente evoluzione della tecnologia laser, con produzione di impulsi più corti, emessi a frequenza variabile, permette di modulare la pressione endocanalare, permettendo di standardizzare i parametri di emissione in funzione della sagomatura canalare e della preparazione apicale. Un altro gruppo di lavoro ha voluto testare la potenzialità antibatterica del laser a diodi senza sovrapporne l’effetto a nessun tipo di liquido disinfettante, su un campione di pazienti con carica batterica particolarmente aggressiva microbiologicamente testata. Applicando uno specifico protocollo per il laser ed utilizzando solo acqua distillata per eliminare la parte più grossolana di fango dentinale si ha avuto la possibilità di valutare l’effetto di tale trattamento, su numerosi pazienti, sia clinicamente che in laboratorio con prelievi mirati e con scansioni valutate al microscopio elettronico a scansione.

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